06 novembre 2008

TORTA BAROZZI


La torta Barozzi, così è nominata in omaggio al celebre Architetto Jacopo Barozzi, è uno squisito dolce creato a Vignola un secolo fa e prodotto ancora in modo artigianale. La ricetta vera è tuttora segreta e custodita gelosamente con tanto di brevetto dalla Pasticceria Gollini di Vignola, quella che segue è una ricetta che ho trovato molto simile all'originale e sopratutto straordinariamente bbbbuonisssima.

- Difficoltà: facile
- Tempo di preparazione: 30 min più la cottura
- Attrezzatura: un macinacaffè per ridurre in polvere le mandorle, un setaccio, due tegamini per il bagno maria, una frusta o un frullino elettrico, uno stampo rettangolare, carta d'alluminio.
- Tipo di portata: torte al cioccolato
- Porzioni: per 8-10 persone

Ingredienti:

200 gr di zucchero
40 gr di mandorle (di cui 15 gr amare, ma è facoltativo)
120 gr di burro
50 gr di cacao amaro
20 gr di caffè in polvere (3 cucchiaini)
350 gr di cioccolato fondente (io ne ho messi 400 di quel cioccolato a cubettoni la marca è la Zaini)
3 uova
ancora burro e farina per lo stampo

Procedimento:

Ridurre le mandorle in farina, dopo averle pelate e appena tostate al forno. (io le ho comprate gia in farina così ho fatto prima)
Sciogliere il cioccolato a bagnomaria e lasciarlo intiepidire.
Lavorare il burro e aggiungete le uova, il cacao, il caffè in polvere (preso così com'è dal sacchetto) e la farina di mandorle. Foderare di carta di alluminio uno stampo rettangolare a bordi bassi e imburrarla, versatevi l'impasto e infornare a 175° per 30-40 min circa (dipende dal forno)
La vera difficoltà è proprio questa: la cottura. Come al solito il tempo e i gradi sono indicativi.
L'aspetto finale della superficie, comunque è quello di un velo appoggiato con leggerezza su un'anima morbida più scura. Per questo la cottura va bassa e prolungata: l'interno deve essere tenero e asciutto, ma non troppo allo stesso tempo. Per stabilire la cottura dunque ci vuole lo stecchino o lo spaghetto che però non bastano, in questo più che in altri casi è necessaria una profonda confidenza col proprio forno!
Una volta cotta, va sfornata, lasciata intiepidire e foderata interamente con carta di alluminio fino al momento dell'utilizzo.
Va servita tagliata a quadretti piccoli dei cubettini, essendo una torta molto concentrata di tutte le cose buone un consiglio molto valido è quello di adagiare un cubetto di torta sopra un letto di crema al mascarpone (tipo tiramisù senza biscotti), infatti sul modenese te la servono così nei ristoranti....

Nb. Dopo 45 min di cottura quando controlli se è asciutta dentro non farti fregare, la torta appare quasi cremosa al suo interno e perfettamente cotta fuori, è tutto ok! la torta è proprio così...raffreddandosi si rapprende e il top è consumarla il giorno dopo!

6 commenti:

dani ha detto...

??>......uhmmmm torta ai bacarozzi.....uhmmmmm....tu dici che sia buona...._?.......uhmmmmm
preferisco le mie ghiande!!!!!!!

non ho altro da aggiungere

Silvia ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
silvia78 ha detto...

Dani, è buona da morire!
Ma se vuoi te ne preparo una alle ghiande :-)

dani ha detto...

Cara la mia silvia 77...la torta alle ghiande è un qualcosa che devi avere nel Dna , altrimenti per quanto tu ti possa sofrzare non riusciresti mai nell impresa..
pertanto ti consiglio di continuare a sperimentare la tua torta ai bacarozzi!!!!

non ho altro da aggiungere

Creamy ha detto...

Silvia buona la torta...

hey ma al richiamo del dolce non resiste nemmeno il Criceto Giurassico!!!

silvia78 ha detto...

@creamy bella! a proposito di cioccolato...vieni?
@dany è il pensiero che conta non sta'a guardà er capello!